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Maggio, la vera rinascita

17/05/2017

Nel calendario viticolo le tradizioni antiche convivono insieme ai metodi moderni. Alla base di una vinificazione ottimale c’è sempre una cura attenta della vite, che richiede di essere seguita in modo costante lungo tutto il corso dell’anno. Ci eravamo lasciati con i lavori di aprile, il mese della concimazione dei terreni; vediamo dunque quali sono le principali azioni da svolgere in maggio, il mese in cui la rinascita vegetativa si esprime con il massimo vigore.

I germogli cominciano ad allungarsi e fra un paio di mesi i tralci saranno lunghi anche due metri. È dunque il momento migliore per effettuare le cosiddette “potature verdi”, definizione con cui si intendono gli interventi che consentono di regolare lo sviluppo della chioma della vite, equilibrando il rapporto tra la superficie fogliare e la produzione. Si eliminano quindi i tralci indesiderati, per creare un ambiente idoneo alla maturazione dei grappoli, regolandone il numero, la disposizione e l’esposizione.

Il lavoro solitamente viene completato in due o tre momenti; prima si selezionano e si tolgono alcuni germogli (detti “femminelle”) per fare spazio agli altri, poi ci si dedica a fissare i tralci ai fili con specifici criteri, per evitare ammassi di grappoli.

Per scongiurare la crescita di piante erbacee, sempre in maggio si effettua una serie di lavori superficiali sul terreno e, come trattamento di difesa, si irrorano le viti con prodotti che le proteggono da malattie e parassiti, il tutto conformemente alle nuove direttive del Protocollo. Continuano anche le concimazioni, in base ai fabbisogni agronomici della coltura e alle indicazioni ricavate dalle analisi.

Per produrre vini d’eccellenza, come il Prosecco Follador, la vite richiede diverse cure che vanno organizzate seguendo il ciclo annuale di sviluppo della pianta. Si otterrano così i grappoli migliori, pronti per le successive fasi di trasformazione.