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Il Prosecco nelle sue diverse tipologie

07/03/2020

Il Prosecco rappresenta ben più di un semplice “vino spumante”: ne esistono numerose tipologie, ognuna delle quali si distingue per le specifiche caratteristiche che lo rendono unico.

Per scegliere gli abbinamenti più adatti e degustarlo al meglio è importante conoscere la quantità di residuo zuccherino. In base a questo criterio di classificazione, il Prosecco si denomina “Extra brut” (fino a 0,3 g/l di residuo zuccherino) “Brut” (fino a 12 g/l) “Extra Dry” (12-20 g/l) e “Dry' (20-35 g/l). La gamma dei D.O.C.G. Follador li comprende tutti, ognuno con un gusto e un aroma ben definito, come si apprende dalle degustazioni presentate dal nostro esperto enologo Federico Salvador, che potete visionare sul nostro canale YouTube

In linea generale, le diverse varietà di Prosecco sono caratterizzate da leggerezza e freschezza. All’assaggio predominano le sensazioni di pesca, mela gialla, albicocca e pera, con un’aromaticità che presenta persino sentori di giglio e fiori di acacia. Il bouquet è inconfondibile e rimanda agli agrumi, alla mela golden e ai profumi tipici di una bella giornata estiva immersa nella natura e nel verde. 

Quanto al luogo di origine delle uve, la distinzione è fra zona DOC e DOCG:

DOC – Denominazione di Origine Controllata: indica che il vino deve essere prodotto come Frizzante o Spumante, con varietà d’uva approvate entro i confini delle aree definite dal disciplinare.

DOCG – Denominazione di Origine Controllata e Garantita: rappresenta il massimo riconoscimento di qualità per i vini italiani. Questa “garanzia” assicura rigorosi controlli sul vino, che in genere viene prodotto sulla base di un vendemmiato quantitativamente inferiore rispetto alla produzione DOC, ma superiore dal punto di vista della qualità.