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“Les vins effervescents”, Follador e la grande tradizione del Prosecco

17/06/2016

Guénaël Revel, un giornalista e sommelier francese che vive in Québec, è l’autore di un blog denominato “Monsieur Bulles” [Signor Bolle], dedicato ai vini spumanti di tutto il mondo. Recentemente ha pubblicato un articolo dove ci informa che il consumo di “vins effervescents” continua a crescere ovunque, con un aumento del consumo pari al 4,1% nel decennio 2005/2015, a fronte dei vini tranquilli che non superano l’1,3%.

Un successo dovuto, secondo l’editorialista, al fatto che questi vini rappresentano, soprattutto in un decennio contraddistinto da continue crisi economiche, “la festa, la condivisione e la fuga dai pensieri”.

Tutto condivisibile, ma il problema è che la definizione pressoché indifferenziata di “spumanti”, traducibile appunto con “vins effervescents” in francese e “sparkling wines” in inglese, accomuna indiscriminatamente vini che hanno una storia, un’identità e delle modalità di produzione profondamente diverse; per non parlare del tipo di uve utilizzate, dei costi di produzione, delle peculiari caratteristiche dei diversi terroir. Un’allegra confusione che ha particolare presa in Francia e nei paesi francofoni, forse subordinata al mantenimento, nella percezione dei consumatori, della superiorità convenzionalmente attribuita agli champagne.

In realtà, è lo stesso Revel a riportare ordine. In un’apposita sezione del suo blog, infatti, è possibile effettuare il download di accuratissime schedededicate a tutti i principali Paesi produttori di vini frizzanti. Ovviamente è presente l’Italia, con un ampio capitolo dedicato al Terroir di Valdobbiadene Conegliano, dove si trovano i vigneti della famiglia Follador: un nome indissolubilmente legato alla parola “spumante”.